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L’informatica all’università

Nei primi anni di lavoro, ho dedicato parecchio tempo alla selezione del personale.

Allora, stiamo parlando dei primi anni Novanta, l’azienda era agli inizi, le risorse si potevano contare sulle dita di una mano e di certo non potevamo permetterci un ufficio con un responsabile delle risorse umane (tanto per la cronaca: in realtà, quello che a quei tempi non potevamo permetterci era un ufficio in generale… tant’è che la nostra prima sede è stata un garage come nella migliore tradizione delle start-up americane).

Adesso ho una bravissima responsabile del personale ma continuo a fare i colloqui chiave per decidere quali tecnici assumere (sviluppatori, analisti, PM…) perché sono queste persone che in una software house possono fare la differenza.

Fra il 1990 e il 1995 il nostro settore attirava veri e propri talenti: chi sceglieva certi indirizzi di studio e poi certe professioni di solito era molto motivato e la formazione universitaria era ancora di buon livello (e quando non lo era, le persone compensavano per proprio conto).  L’informatica e la programmazione avevano qualcosa di magico e non sembravano esserci limiti alle potenzialità di quest’area.

Pian piano, però, a partire dagli ultimi anni ’90 la qualità dei neolaureati ha iniziato a peggiorare nonostante sia cresciuto tantissimo il numero degli atenei che propongono percorsi attinenti all’informatica e siano esplosi facoltà, indirizzi di studio e immatricolazioni (aumentando la quantità dell’offerta ma peggiorando sempre più la qualità della stessa).

La situazione attuale è decisamente deprimente:  i neolaureati che si rivolgono a noi per cercare un primo lavoro sono pochissimo preparati, poco coinvolti e decisamente di livello molto inferiore rispetto al passato (ovviamente ci sono eccezioni a questa regola ma sempre meno).

È triste vedere che qualcosa che in passato funzionava abbastanza bene (la formazione universitaria su questi argomenti) sia così peggiorata: speriamo che si tocchi presto il fondo così almeno l’unica cosa possibile sarà risalire.