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Solo fumo e niente arrosto?

A distanza di mesi da quella rivoluzione troppo annunciata di cui ho parlato a proposito della semantica, è interessante notare che la moda ha continuato a imperversare: ormai sembra proprio che non sia più possibile parlare di conoscenza e ricerca nel Web o di qualunque altro argomento correlato senza usare la parola magica “semantica” (ho perfino letto da qualche parte che anche con Google adesso è possibile fare ricerche semantiche ;-)).

Per chi come me lavora da sempre in quest’ambito, il fenomeno ha senz’altro assunto dimensioni significative: fino a un paio di anni fa era difficilissimo riuscire a diffondere l’uso della tecnologia semantica per risolvere i tanti problemi legati alla gestione delle informazioni, mentre oggi sono le aziende che vanno a cercare i fornitori di semantica e che desiderano capire che cosa c’è di vero in questo “elisir” miracoloso. A noi ad esempio qualche tempo fa è capitato che una delle più grandi software house al mondo ci chiedesse di organizzare una presentazione ai livelli più alti: eppure, per diversi anni, da loro le nostre proposte erano state snobbate.

Come spesso accade, fenomeni di questo tipo sono un po’ effimeri, anche perché si crea tanto interesse nei confronti di qualcosa senza che però dietro ci sia una reale evoluzione dell’offerta. 

Infatti, nonostante la moda per la semantica non sia diminuita, non ci sono stati cambiamenti ma piuttosto dei camuffamenti, dei rimaneggiamenti di cose da tempo già esistenti.

Probabilmente sarà necessario attendere che passi la moda (anche se speriamo non del tutto…) perché la semantica possa diventare realmente una tecnologia pervasiva e concreta. Un po’ come è capitato in Internet quando nella prima fase, quella terminata con lo scoppio della bolla, si puntava ad avere un sacco di utenti (le famose eyeballs) che però nessuno era in grado di monetizzare. Poi è arrivato Google (e altri a seguire) ed è stato finalmente possibile trasformare gli utenti in soldi grazie alla pubblicità.

Per prima cosa e nel frattempo, comunque, è indispensabile che le aziende interessate alla semantica capiscano che non si tratta di una soluzione magica ma che occorre investire tempo e risorse per ottenere i risultati auspicati.