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Traduttori automatici: molto rumore per nulla

Ritorno volentieri su uno dei miei vecchi cavalli di battaglia perché, almeno teoricamente, nell’ultimo periodo ci sono state grandi novità nel campo della traduzione automatica.

Ha iniziato Google annunciando parecchi mesi fa che il suo sistema di traduzione automatica si basa adesso su un nuovo approccio, chiamato Google Neural Machine Translation, che garantisce un grandissimo passo in avanti nella qualità della traduzione; poi c’è stato Facebook che, grazie all’approccio basato su un convolutional neural network, ha dichiarato di avere raggiunto lo stato dell’arte (per la verità, hanno più che altro detto di essere molto più veloci dei concorrenti, mentre della qualità hanno parlato poco); infine, una piccola realtà europea, DeepL (bravi comunque), è riuscita a comparire su giornali, siti di news e blog dichiarando di avere rilasciato un sistema di traduzione in grado di garantire una qualità molto superiore rispetto a Google e agli altri.

Chi ha letto i miei articoli in passato sa bene che sono sempre stato molto scettico nei confronti dei traduttori automatici o, meglio, della presunta capacità di sostituire con un sistema automatico i traduttori umani quando non basta intuire più o meno vagamente quello di cui parla un testo ma capire VERAMENTE cosa c’è scritto: ho perciò dedicato un’oretta (non serve di più) a provare le nuove versioni di Google & C. e testare il nuovo arrivato DeepL.

Ancora una volta, i risultati non mi hanno sorpreso: in effetti, la qualità è mediamente un po’ migliore ma non tale da fare una differenza rispetto al passato né da cambiare in alcun modo quelli che sono gli utilizzi di questi sistemi.

Più di tante parole, basterà un esempio a spiegare la situazione. Ho preso un articolo che parla del possibile lancio di una nuova versione dei tablet e laptop di Microsoft (un argomento in teoria facilissimo per questi sistemi addestrati con miliardi di testi presi dal Web) e ho tradotto il primo pezzo con Google e con DeepL.

Ecco il testo originale in inglese:

Microsoft’s long-rumoured Surface Pro LTE is a dead-cert to be among the announcements, and the report claims that new Surface Hub and Surface Book devices could also see an unveiling during the keynote.

The so-called Surface Book 2 may have made an early appearance last month, with Intel having shown off an unannounced Microsoft lappy in a promo video for its 8th-gen Core processors. If legit, this all-but-confirms that the next-gen Surface Book will arrive kitted out with Intel’s s ‘Kaby Lake refresh’ 8th-gen chips, despite Microsoft having recently blamed Intel’s now-defunct Skylake CPUs for recent borkage surrounding its Surface Pro 4.

Ed ecco la traduzione di Google:

Il Surface Pro LTE a lungo affermato da Microsoft è un dead-cert per essere tra gli annunci e il rapporto afferma che i nuovi dispositivi Surface Hub e Surface Book potrebbero anche vedere un svelamento durante il concorso. Il cosiddetto Superface Book 2 potrebbe avere fatto apparire precoce il mese scorso, con Intel che ha mostrato un annuncio senza preavviso di Microsoft in un video promozionale per i suoi processori Core 8th gen Core. Se la legittima, questo tutto ma-conferma che il Next-Gen Surface Book arriverà uscito con i chip di ‘8th-gen’ di Intel ‘s Kaby Lake refresh, nonostante Microsoft recentemente ha incolpato le CPU Intel Skylake ormai scomparse per i recenti vincoli che circondano la sua superficie Pro 4.

Ed ecco quella di DeepL:

Il coloratissimo Surface Pro LTE di Microsoft è un morto tra gli annunci, e il rapporto sostiene che i nuovi dispositivi Surface Hub e Surface Book potrebbero vedere anche una presentazione durante la nota chiave.
Il cosiddetto Surface Book 2 potrebbe aver fatto la sua comparsa il mese scorso, con Intel che ha mostrato un lappy Microsoft senza preavviso in un video promozionale per i suoi processori Core 8th-gen. Se lecito, questo all-but-confermando che il Surface Book di nuova generazione arriverà kitted out con Intel’ Kaby Lake refresh’ chip 8th-gen, nonostante Microsoft abbia recentemente accusato le ormai defunte CPU Skylake di Intel per la recente borkage che circonda il suo Surface Pro 4.

Non credo che servano molti commenti se non il solito: con le traduzioni automatiche, le risate sono sempre assicurate :-)