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Allora è vero che nessuno è mai stato licenziato per avere comprato IBM

Nel mondo dei software, è famosa la battuta che “nessuno è mai stato licenziato per avere comprato IBM” e le recenti vicende legate al sito HealthCare.gov sembrano essere l’ennesima conferma di questo modo di dire.

Il futuro della riforma del sistema sanitario americano, introdotta dal presidente Obama ed entrata in vigore lo scorso primo ottobre, dipende in buona misura dalla capacità di risolvere velocemente i problemi informatici legati all’accesso al sito e alla gestione delle sottoscrizioni. Il fatto è che in cima alla lista dei problemi sono finite anche le scelte tecnologiche delle autorità: in particolare, per la gestione dei database non si è optato per i soliti software  dei soliti noti (IBM, Microsoft e Oracle) ma per una soluzione diversa, proposta da una piccola azienda  (MarkLogic).

Così, fonti autorevoli come il New York Times, senza peraltro entrare nel merito mettendo in gioco le dovute competenze, hanno insinuato il dubbio che tutto sarebbe stato diverso se solo fossero state fatte scelte diverse ("Another sore point was the Medicare agency's decision to use database software, from a company called MarkLogic, that managed the data differently from systems by companies like IBM, Microsoft and Oracle.")

La verità è che si tratta purtroppo di un caso mediatico (oltre che ovviamente di un enorme caso politico; ma questa è un’altra storia…), dove la pressione dei grandi si fa sentire sui più piccoli. Perché a essere complesso è il problema da risolvere, indipendentemente dal software utilizzato. Eppure, nessuno dei grandi media si è preoccupato di specificarlo…

Se qualcuno avesse pensato di intervistare un esperto di settore in grado di chiarire in che cosa differiscono le nuove soluzioni da quelle più tradizionali avrebbe scoperto che la conversione delle risorse del sito HealthCare.gov richiesta dai database con cui lavora MarkLogic (XML database, in questo caso specifico) in realtà non è né più costosa né più onerosa dei processi di estrazione, trasformazione e caricamento (ETL) richiesti dai tradizionali database relazionali.

In una situazione di mercato confusa, dove i responsabili sono costantemente sotto pressione per trovare qualcosa per risolvere i problemi, troppo spesso si finisce per comprare quel qualcosa sulla base della notorietà di un marchio, per avere così la certezza di non essere criticati, anche se alla fine le cose non andranno bene. Tutto ciò avviene anche a discapito di imprese poco famose che però lavorano benissimo. Ed è paradossale: proprio sul terreno dell’innovazione, ancora si stenta a innovare i processi decisionali e la capacità di incentrare una scelta tecnica sull’effettiva rispondenza fra problema da risolvere e soluzione per farlo alla fine rischia di venir subito penalizzata e strumentalizzata.