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Piccole (grandi) soddisfazioni

Mi sono preso un paio di settimane prima di scrivere questo post su Autonomy e sullo scandalo scoppiato dopo l'annuncio di HP (che possiede Autonomy) sui bilanci falsi degli anni precedenti l'acquisizione: visto che è un post che pensavo da anni di scrivere, un'attesa così breve non è importante :-) e volevo dare un'ultima chance a Lynch&C di smentire quanto emerso in modo credibile (cosa che non è successa: Lynch ha risposto in modo molto aggressivo ma non particolarmente convincente).

I fatti sono noti (o, almeno, lo dovrebbero essere perché come sempre la stampa italiana non ha brillato per copertura o qualità nonostante le enormi cifre in ballo…) visto che dopo l'annuncio sono stati pubblicati centinaia di articoli, commenti e analisi su tutte le fonti di informazione americane (per HP) e inglesi (per Autonomy): per chi si è perso la cosa, suggerisco tre link fra i tantissimi (in inglese, considerata la limitata copertura italiana):

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324352004578130712448913412.html

http://www.forbes.com/sites/danielfisher/2012/11/20/with-autonomy-h-p-bought-an-old-fashioned-accounting-scandal/

http://www.realstorygroup.com/Blog/2475-What-Technology-Customers-Can-Learn-from-the-HP-Autonomy-Debacle

Per me questa notizia non è stata assolutamente una sorpresa: da anni con i miei soci ci domandavamo come facesse Autonomy a continuare a crescere nelle vendite della sua offerta storica (quella chiamata IDOL) quando noi li incrociavamo sempre meno sul mercato (italiano e americano) e tutti i clienti incontrati erano quasi tutti ex-clienti, perché non soddisfatti di quanto comprato dalla software house inglese. La crescita del fatturato generale era facile da spiegare (hanno continuato a comprare aziende con relativo fatturato a ciclo continuo), l'altra no e infatti adesso si è capito che esisteva solo sulla carta (deve essere una cosa tipica delle grandi software house del nostro settore visto che FAST fece lo stesso, come si scoprì nel 2008…).

Dai commenti che si sono letti in questi giorni, anche tanti altri si erano accorti che c'era del marcio in Inghilterra ma, in mancanza di prove tangibili, solo alcuni si erano azzardati a scriverne pubblicamente: anche se in ritardo, complimenti a questi pochi coraggiosi.

È evidente che, almeno in parte, le acquisizioni fatte da Autonomy servivano per far continuare a crescere (anche se solo per finta) le vendite relative al core business, quello per cui l'azienda era leader di mercato e su cui veniva valorizzata in borsa (il mitico "gross margin" molto più alto di tutti i concorrenti): in questo modo si spiegano diverse acquisizioni che, viste sotto una normale logica di business, non avevano molto senso (fatte perché serviva fatturato da riclassificare in modo creativo).

Oltre alla questione del bilancio falsificato (di quanto lo si scoprirà solo fra anni, a processi terminati), credo che ci siano altre considerazioni ancora più importanti da fare a valle di quanto successo, considerazioni che troveranno spazio nel prossimo post su questo tema che pubblicherò fra qualche giorno.