Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Knowledge Graph

Qualche giorno fa, poco meno di due mesi dopo l'annuncio di cui ho parlato nel mio post precedente, Google ha presentato il primo effettivo risultato del suo nuovo approccio semantico e cioè il Knowledge Graph (già il nome è una piccola delusione perché vogliono chiaramente richiamare il ben più famoso social graph :-) e possiamo finalmente valutare concretamente i primi risultati.

Stranamente, nei primi giorni dopo l’annuncio, questo grafo della conoscenza era visibile solo per gli utenti registrati (forse per dare un piccolo vantaggio a chi fornisce gratis ogni giorno tante informazioni utili a Google :-) ma adesso esce normalmente nelle ricerche e l’unica accortezza è di andare su google.com invece di google.it (in uno dei tanti articoli subito usciti sul tema, mi pare di avere letto che per ora la funzione è limitata all'inglese e ai soli utenti “americani”).

Da quello che ho visto facendo un po’ di ricerche assortite, posso dire che questa nuova funzione è più importante per quello che rappresenta (il primo passo ufficiale di Google nell’universo della semantica) che per quello che è attualmente: una visualizzazione intelligente delle informazioni presenti nel loro Freebase, probabilmente un po' arricchite da altri elementi estratti dalle pagine più visitate per quella
ricerca (è quello che avevo previsto nel mio post: fosse così facile azzeccare le previsioni veramente importanti, tipo la sestina del Superenalotto, potrei smettere di lavorare :-))

L'idea è sicuramente carina e può far risparmiare tempo in alcune occasioni: quando si fa una ricerca generica su di una persona o una località, spesso effettivamente si sta cercando un dato specifico che potrebbe essere tra quelli che questo grafo mostra a destra dei normali risultati.

Nulla di rivoluzionario perciò: noi (e altri) abbiamo fatto cose di questo tipo molti anni fa (ovviamente non sulla scala del Web per ovvi problemi di costo e volumi) quando Google stessa sosteneva che non ci fosse vita intelligente oltre le keyword :-)

È interessante notare che, in realtà, molte delle informazioni presenti in Freebase sono estratte da Wikipedia (in maniera più o meno automatica) e che perciò anche i concorrenti di Google possono implementare abbastanza facilmente una funzione di questo tipo.

Credo comunque che questa nuova funzione del più importante motore di ricerca per il Web sia la conferma di un avvenimento molto importante: la tecnologia semantica è uscita dalla sua nicchia, è diventata una tecnologia che nel giro di pochi anni sarà pervasiva ed è ormai chiaro a tutti (come noi sosteniamo da più di 10 anni) che non è più possibile farne a meno.