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Meglio tardi che mai

E alla fine anche Google si è convertito alla semantica o almeno così sembra stando a questo articolo del WSJ: ci hanno messo un po' di tempo (almeno 10 anni) ma è risaputo che gli americani all’inizio sono lenti ma poi, quando capiscono una cosa, ne diventano i nuovi maestri e superano tutti :-)

Battute a parte, l'annuncio da parte di Amit Singhal è stato un po' diverso dai soliti annunci di Google e per questo motivo ho preferito aspettare qualche giorno prima di commentare.

Guardando il nostro microuniverso, si tratta sicuramente di una notizia positiva che mi consentirà finalmente di rispondere alla domanda che spesso al primo incontro tanti potenziali clienti mi rivolgono (più o meno impropriamente, visto che noi e Google facciamo due mestieri sostanzialmente diversi) e cioè: se la tecnologia semantica è la migliore di tutte, perché Google non la usa? Ora potrò rispondere facilmente dicendo che anche Google la usa e che sono previsti grandi miglioramenti grazie ad essa :-) e potrò anche aggiungere che, questa volta, noi siamo stati molto più "forward-thinkers" di loro.

Spostandoci sul piano più ampio della ricerca sul Web, come accennavo, l'annuncio è stato un po' strano perché, solitamente, Google prima rilascia una nuova funzionalità (perlomeno a un pubblico ridotto e/o in beta) e poi ne parla. Mentre in questo caso è successo il contrario e non c'è nemmeno una data precisa di inizio disponibilità ma solo un'indicazione generica di qualche mese di attesa.

Inoltre, non è proprio chiarissimo quello che hanno in mente di fare e anche questo aspetto non è così comune: la cosa certa è che utilizzeranno quanto comprato nel 2010 con Metaweb (e cioè Freebase) ma questo era scontato fin dal momento in cui si è saputo dell'acquisizione e non pare essere una cosa particolarmente innovativa o rivoluzionaria (ma comunque non è inutile).

Su altre cose rese possibili dalla ricerca semantica, la dichiarazione di Singhal rimane piuttosto vaga, dicendo solo che ci saranno miglioramenti rispetto alla situazione attuale (e vorrei anche vedere che venissero promessi peggioramenti).

Le reazioni da parte dei commentatori sono state decisamente interessanti e molto più varie di quanto successo in passato (quando Google era considerato da tutti il nuovo dio che poteva solo essere adorato e mai criticato; quanto sono lontani i tempi di “don't be evil”…).

– Il commento più comune è che si tratta di una normale mossa di marketing senza particolare nuova sostanza, rivolta a non cedere quote di mercato a Facebook (che ha potenzialmente un sacco di dati semantici anche se per ora non li sfrutta come potrebbe), ad Apple (con il suo Siri), a WolframAlpha e ad altri.

– Un certo numero di opinionisti vede questa mossa come un tentativo di riparazione ai "danni" fatti con la fusione all'interno dei risultati di ricerca dei contenuti provenienti da Google+, mossa che non ha avuto un'accoglienza particolarmente positiva (io non posso giudicare perché non uso Google+).

– Alcuni evidenziano che Google in realtà sta già usando tecniche semantiche dal 2003 (il che è sostanzialmente vero anche se si tratta di cose molto

basiche) e che questo perciò non è altro che un progresso graduale e logico, solo annunciato in modo più visibile del solito.

– Altri ancora pensano che quanto annunciato sia una vera conversione di Google alla tecnologia semantica per passare dai risultati come li vediamo oggi (un elenco di link a pagine Web) a una soluzione mista che unisce ai link risposte dirette, dati aggiuntivi e altri elementi ancora. Il passaggio viene descritto come graduale (e per questo non dettagliato) e comunque non completo perché, giustamente, tutta una serie di ricerche effettuate dagli utenti sul Web sono molto dirette e non serve un'interpretazione semantica ma va bene quella attuale. Per questi commentatori, tutto nasce dal fatto che la qualità della ricerca di Google è peggiorata negli ultimi anni (e su questo sono d'accordo) e che per ottenere dei miglioramenti significativi serva un cambiamento di paradigma.

Il mio punto di vista è un po’ un mix di quanto si legge in Rete: credo che Google non sia del tutto convinta dell’importanza strategica delle tecnologie semantiche ma che abbia bisogno di vera innovazione (difficile da realizzare con la tecnologie usate fino ad ora, che ormai hanno raggiunto un sorta di plafond) per continuare a crescere e prosperare. E abbia quindi deciso di investire vere risorse su una sperimentazione ampia e strutturata. Trattandosi di sperimentazione (anche se su scala Google: perciò molto grande), si spiega bene la vaghezza nei tempi e nei modi dell’annuncio: le possibilità di fare qualcosa di valido ed efficace ci sono tutte ma ci sono comunque anche rischi e complessità. Un approccio pragmatico e graduale mi pare dunque una scelta del tutto logica.