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Volunia e dintorni

Ieri è stato presentato Volunia, il nuovo motore di ricerca totalmente realizzato in Italia che alcuni (incautamente?) hanno battezzato come il nuovo rivale di Google: pare che la conferenza stampa di presentazione non sia stata il massimo e che non si tratti di un servizio particolarmente innovativo ma di questo scriverò in un prossimo post, dopo avere avuto la possibilità di provarlo di persona.

Quello di cui invece vorrei parlare oggi è un tema a me carissimo, che ciclicamente ritorna: il pressapochismo con cui spesso i giornalisti scrivono di tecnologia e/o di informatica.


È chiaro che un articolo destinato a un pubblico ampio deve essere accattivante e deve evitare dettagli troppo tecnici ma la correttezza dovrebbe essere sempre garantita e, in mancanza di competenze specifiche (mica si può essere esperti di tutto lo scibile tecnologico), bisognerebbe seguire la buona regola di chiedere il supporto o la revisione di un esperto del settore.


Ho letto solo qualche articolo per mancanza di tempo  (sui siti dei giornali on-line più consultati) e gli errori e le imprecisioni erano un po' troppi (tanto che anche altri hanno sentito il bisogno di commentare sul tema, vedi qui per esempio http://jumpinshark.blogspot.com/2012/02/noterelle-per-tutti-gli-espertoni-di.html): fra i tanti strafalcioni, Marchiori è diventato un professore di matematica invece che di informatica (e non si può dire che sia una cosa difficile da verificare anche per chi non è un super esperto di motori di ricerca :-), Lorenzo Thione è diventato l'inventore di Bing quando era ancora giovane studente (mentre Bing è solo il nome più recente del motore di ricerca storico di Microsoft a cui ha lavorato anche Thione, in effetti, ma un paio d'anni dopo che la sua Powerset fu comprata dal colosso di Redmond e quando comunque lui non era più studente da un pezzo) e così via.

Speriamo che la prossima volta vada meglio: io sono sempre a disposizione per dare il mio supporto per temi come i motori di ricerca o la tecnologia semantica. Lo faccio volentieri e pure gratis :-)

Commenti

Purtroppo siamo abituati a strafalcioni inerenti ogni argomento, non solo nell' informatica...
Purtroppo se ne accorge solo chi ha il tempo e la voglia di leggere diverse fonti oppure conosce approfonditamente un particolare argomento. Potrei fare decine e decine di esempi e la carta stampata ed il web non sono gli unici media con questa pessima abitudine.

invece una conferenza ottima, ok, con degli intoppi, ma sinceramente io penso che Volunia sia un innovazione, e parlo da inesperto dell'informatica, perchè volunia non è una cosa da informatici..le cose come volunia si chiamano TECNOLOGIA, quella vera, quella che sà cosa la gente vuole, che rende tutto più facile, che crea anche una socializzazione oltre che una semplificazione nella ricerca nei siti...Volunia è una tecnologia proprio perchè è orientata su ciò che vuole la gente, ciò che è comodo...quante volte ci siamo trovati davanti a siti in cui non si capisce da dove iniziare a cercare qualcosa? di scrivere su google una parola e dover girare 50 siti prima di beccare quello che ci interessava? adesso con volunia si potrà avere un anteprima del sito che è moooooolto comoda, ma non solo dentro al sito posso cercare le cose che mi interessano con una comodità maggiore rispetto ad adesso, oltretutto immaginatevi proprio riguardo a questi articoli...arrivo su un articolo di tecnologia e trac...vedo delle persone on-line..e chiedo il loro parere, per esempio alcune delle cose che hai detto non le avrei sapute, invece che dover cercare in un blog, magari ci saremmo potuti incontrare su un sito di informatica e tò mi avresti detto queste cose discutendo:) Volunia non è un innovazione? Volunia secondo il mio modesto parere è la rivoluzione di internet...è veramente il passo decisivo che unisce gli input e gli out put al social, il computer e le persone...è veramente geniale..

Ma come si fà ad accedere ed a usarlo?

Caro Giaco, non ti sembra un'affermazione un tantino precipitosa?

...più che altro dintorni...

Sì, @elvis, assolutamente vero (purtroppo)...

@giaco. Non ho ancora potuto provarlo, perciò, come scrivevo, non posso dare alcun giudizio: lo farò appena testato

@mingo, per ora è limitato agli utenti autorizzati. Immagino che fra non molto sarà disponibile per tutti

@demetrio, verissimo :-)

Penso anche che il giornalismo italiano sia stato preso in contropiede dall'avanzata della tecnologia. La tecnologia è qualcosa di cui i giornali vorrebbero tanto parlare, ma non hanno la formazione sufficiente per farlo correttamente (tant'è vero che a volte chiamano a scrivere esperti esterni).

A questo si aggregano altri fattori che peggiorano la situazione: gli argomenti di tipo tecnologico sono molto ricercati su Internet e generano traffico per i siti (più traffico, più soldi per i giornali). La velocità stessa della pubblicazione ha un valore, tant'è che spesso i giornali "postano" mezzo articolo e il resto lo scrivono con calma (intanto si assicurano di averlo messo online). Inoltre, i grandi giornali sono ritenuti in genere fonti affidabili, ma se scrivono una corbelleria, questa viene poi moltiplicata su siti di ogni genere (altri giornali che riassumono articoli, aggregatori vari, blog, ecc.ecc.).

Un buon freno a tutto questo penso possano essere i social network, a patto che ci siano persone sufficientemente critiche (e colte) da poter innescare una forma di reazione.

Infatti dovrebbero chiamare più spesso esperti esterni, almeno per un parere :-)

Forse è che pur di esserci subito "si buttano" e cominciano a scrivere e addio al parere dell'esperto. Comunque è un problema che esiste e Google ha voglia a dire che "premia la qualità dei contenuti" (che credo sia un'altra "informazione" che molti giornali non sono stati capaci di interpretare correttamente): a volte si ha quasi l'impressione che i comunicati delle aziende vengano presi così come sono, acriticamente, e riportati con altre parole e una spruzzata di considerazioni "trendy" per piacere al pubblico.

Tempo fa, Adobe ha fatto sapere che avrebbe smesso di sviluppare il Flash Player per i browser dei telefoni cellulari (scelta motivata dal fatto che era difficilissimo mandare avanti lo sviluppo di n Flash Player diversi che dovevano adattarsi a browser diversi che giravano su n device dalle caratteristiche hw differenti): la maggior parte dei giornalisti (compresi quelli che più spesso si occupano di tecnologia) ha "capito" che il Flash Player non sarebbe più stato sviluppato in generale, grazie anche (suono di fanfara) all'avvento di HTML5, che lo avrebbe spazzato via, col "beneplacito" di Steve Jobs (mito che ispira moltissimo la nostra stampa), che, dulcis in fundo, viene fatto passare come un amante degli standard aperti (!).

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