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Incredibile ma non vero

I due o tre lettori che mi seguono da qualche anno hanno ormai imparato a conoscere quali sono i miei argomenti preferiti e sanno che non so resistere agli articoli che parlano di un nuovo chip o di un nuovo programma in grado di simulare il cervello umano e di portare, prima o poi, a computer più intelligenti dell'uomo :-)

È un argomento che non passa mai di moda e in modo ciclico genera un po' di interesse che scompare nel giro di qualche giorno o settimana per poi riaffiorare quando un'altra azienda o università fa un nuovo annuncio, e così via: sono decenni che il meccanismo va avanti senza nessun reale progresso ma questo non impedisce che nascano sempre nuovi tentativi (e in fondo è giusto così). 

Questa volta è il turno dell'IBM che dopo Watson (un'ottima implementazione ma nulla di intelligente nel senso più comune del termine), qualche giorno fa ha presentato un nuovo chip  che dovrebbe simulare il funzionamento del cervello umano ed aprire nuove e sconfinate possibilità ai computer che utilizzino questo componente.

L'argomento è, come sempre, sapido e anche i giornali italiani ne hanno parlato con i soliti toni enfatici (ad esempio quiqui) ma non pare proprio esserci nessuna vera novità: sembra più che altro un passaggio obbligato per giustificare i soldi pubblici (forniti dal DARPA) spesi nel progetto e far vedere che dopo tre anni qualcosa è stato fatto (e che perciò il contribuente americano può stare tranquillo che le sue tasse non sono state sprecate :-)

Il comunicato e le dichiarazioni riportate sembrano studiate apposta per dire e non dire, in modo che sembri che si siano ottenuti risultati potenzialmente rivoluzionari ma senza in realtà impegnarsi su nulla di concreto in tempi accettabili: il sistema perfetto per chiedere altri fondi e poter così lavorare altri 3-4 anni in tranquillità.

Leggendo attentamente il testo, infatti, si vede che le applicazioni proposte per questo chip non sono per nulla innovative o diverse da quella già possibili con i computer attuali e si indica solo che con questo chip le cose si potranno fare meglio, cosa sicuramente positiva ma che per ora rimane nel campo delle ipotesi. L'articolo si conclude dicendo che, comunque, i computer basati su chip di questo tipo non sostituiranno i computer attuali e questo chiude il cerchio e mi lascia tranquillo sul fatto che anche questa volta i destini del mondo non cambieranno.