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Ancora Google

Mi rendo conto di essere un po' noioso e ripetitivo a parlare sempre di Google, ma poiché viene spesso citato dai nostri clienti come esempio di riferimento (in modo proprio o, anche più spesso, improprio), ho pensato in questo caso di parlarne per illustrare alcuni punti importanti sulla complessità reale di un motore di ricerca (e far capire che non esistono sistemi o tecnologie perfette).

Se provate a fare questa ricerca:

criteri di visibilità

dovreste ottenere un risultato sorprendente e chiaramente sbagliato (dico “dovreste” perché ormai Google dà risultati diversi in momenti diversi a persone diverse in base a una serie di fattori non sempre facili da decifrare).

Criteri di visibilità, ricerca Google 
Tutti i primi dieci risultati visualizzati, infatti, si riferiscono a un tema che sicuramente Google considera molto più rilevante del mio (criteri di divisibilità) ma che non ha nulla a che fare con quanto scritto e desiderato.

Questo risultato è il perfetto esempio del fatto che le tecniche di machine learning (apprendimento automatico), anche se applicate a volumi spaventosi come quelli giornalieri di Google, hanno limiti e difetti ben precisi: con query molto semplici e ripetitive, tipiche di Google, spesso aiutano ma possono anche portare completamente fuori strada.

La soluzione in questo caso è semplice, perché basta mettere un “più” davanti alla parola “visibilità”. Non so però se in effetti sia così facile per la maggior parte degli utenti aggirare bug di questo tipo. Sarei curioso di scoprirlo e di capire qual è la reazione più comune dinanzi a questo tipo di problemi.