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MITI e REALTÀ: un vecchio amico

Era un po’ di tempo che “il mio caro amico” Ray Kurzweil (di cui ho scritto un paio di volte nel mio blog precedente) se ne stava buono buono a rimuginare sulla fallacia delle sue facili previsioni ma evidentemente non era così: stava solo aspettando l’occasione buona per riciclare per l’ennesima volta i suoi scenari di computer intelligenti e presto superiori all’uomo :-)

Come era facile prevedere, è bastato che si parlasse un po’ di Watson per dargli l’opportunità di ricomparire sulla scena e, con una faccia di bronzo degna di miglior causa, ripresentare le sue stucchevoli e mirabolanti previsioni sulle macchine intelligenti (come scrive la brava Lara Ricci).

È incredibile come, ogni qualche anno, il nostro Ray riproponga le stesse previsioni senza tener conto del fatto che nessuna di queste, ormai più che ventennali (il suo primo libro in merito è stato pubblicato nel 1990…), si sia mai verificata: è assolutamente vero che i computer sono sempre più veloci, capienti ed economici (e su questo è stato un buon anche se facile profeta) ma, purtroppo per lui, questi enormi miglioramenti tecnici non hanno portato all’aumento di intelligenza e capacità di ragionare (in maniera anche solo simile a quella delle persone).

Devo però dire che è sempre divertente leggere le sue previsioni, perché è sicuramente una persona molto intelligente e colta: vedere che non si dà per vinto e si aggrappa a ogni minimo appiglio per evitare di ammettere che sta sbagliando da così tanto tempo… lo rende quasi ammirevole per la tenacia che implica. In fondo, non c’è nulla di male: basta considerare ciò che dice come un racconto di fantascienza ben scritto e tutto torna :-)