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Ah… l’amore

Qualche affezionato lettore forse ricorderà che qualche anno fa ho analizzato con Cogito i testi delle canzoni del Festival di Sanremo. Ebbene, l’edizione del 2011 è alle porte e non ho resistito alla tentazione di curiosare un po’ nei testi di quest’anno per cercare di capire quali novità ci attendono (almeno dal punto di vista linguistico, perché per quello che riguarda lo show vero e proprio dovremmo resistere fino a stasera.)

Paradossalmente, la prima cosa che si nota seguendo l’analisi automatica dei testi è quello che manca: non ci sono le parole Italia e unità e poi mancano le donne che, almeno espressamente, non sono menzionate in alcuna canzone (ennesima dimostrazione che Sanremo è quasi sempre al di fuori dell'attualità).

Quest’anno le canzoni in gara sono 25 e visto che la parola io compare in ben 12 canzoni (per un totale di 34 volte), la prima cosa da constatare è una buona consapevolezza di sé almeno da parte della (quasi) metà degli artisti in gara: sia nell’edizione del 1998 sia in quella del 2008, infatti, io era presente solo in 1/3 delle canzoni.

Ma la vera sorpresa è probabilmente un’altra, perché quest’anno incalza l’uso del tu, che si posiziona in cima alla lista delle parole più usate, distaccato dall’io solo di qualche unità (tu compare 30 volte in 9 canzoni).

Grandi protagonisti del 2011 sono i verbi:
sapere: 42 volte in 7 canzoni
volere: 35 volte in 11 canzoni
fare: 28 volte in 13 canzoni
cercare: 26 volte in 6 canzoni
sentire: 25 volte in 10 canzoni
chiamare: 23 volte ma in solo 2 canzoni
andare: 20 volte in 5 canzoni
vedere: 19 volte in 7 canzoni

E a proposito di vedere… occhi è in cima alla lista dei nomi più usati: appare 30 volte in 7 canzoni diverse. A ben pensare, però, l’alta frequenza del termine non stupisce perché – citando dalle canzoni testualmente (ma liberamente…), talvolta gli “occhi possono perdersi nel vuoto” oppure “sognano giorni di libertà” ma quello che è certo è che “non sanno mentire” :-)

E che dire, poi, dei “mille occhi nascosti” di Napoli?

A proposito di Napoli, la città vince con una frequenza piuttosto massiccia la gara geografica con Romagna (“mia”, naturalmente) e “nebbia padana”, entrambe citate solo una volta in due canzoni diverse (mentre Napoli è presente per ben 18 volte ma sempre nella stessa canzone).

Mare, cielo e giorno si contendono invece le scene posizionandosi comunque in alto nella classifica, a pari merito con 17 presenze. Per mare e cielo, inoltre, la presenza è spalmata su un egual numero di canzoni: 7 (e chissà se saranno sempre le stesse…).

Ma qual è il nome in cima alla lista, quello usato di più? Lo stesso del 1998, lo stesso del 2008: amore, che ricorre 44 volte in 10 canzoni. Nessuna sorpresa, dunque, su questo fronte ma verrebbe voglia di approfondire l’analisi, magari per capire se questo amore, sempre così cantato/decantato, nel Festival di Sanremo del 2011 sarà più “fuoco” o “forza” oppure “maledetto” o sempre un po’ a rischio di esser confuso col “sesso” :-)

Insomma, mancano naturalmente musica e atmosfera ma… è indubbio che il Festival di Sanremo rimanga comunque un evento ricco di stimoli, se non altro dal punto di vista linguistico è già così!