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Elementare Watson

Da qualche tempo volevo scrivere un post sulla sfida di IBM per il programma Jeopardy ma non riuscivo a trovare lo spazio per farlo. Un paio di giorni fa, il mio amico Guido Vetere mi ha preceduto, facendomi così risparmiare del tempo perché ha già spiegato benissimo di che cosa si tratta :-) ed io posso concentrarmi ora solo sulla mia opinione.

Penso che Watson vincerà la sfida del 14 febbraio ma non credo che sarà un risultato particolarmente innovativo o rivoluzionario: in fondo, si tratta solo dell'ennesima applicazione della forza bruta (esattamente come per il programma che gioca a scacchi) a un problema che invece un essere umano risolve in maniera diversa. È ormai ben noto a tutti che quando c'è di mezzo la forza bruta, un computer può battere l'uomo. E questa ne sarà l'ennesima dimostrazione. Anche se, per alcuni aspetti, un gioco a quiz come Jeopardy sembra più difficile degli scacchi per un computer, in realtà la cosa fondamentale è quella di avere a disposizione una "memoria" vastissima e la possibilità di scorrerla in modo velocissimo. Due caratteristiche in cui i computer notoriamente eccellono.

Con questo, non voglio in alcun modo sminuire il fantastico lavoro fatto da tutte le persone che hanno contribuito a creare Watson, perché hanno sicuramente avanzato lo stato dell'arte in questo settore specifico dell'elaborazione automatica del linguaggio. Ed è una cosa che comunque non può che avere ricadute positive per tutti (in primis per IBM che si farà un'ottima e meritata pubblicità!) Semplicemente, questa vittoria non ci porterà più vicini nemmeno di un passo al computer intelligente, in grado di apprendere e ragionare in modo veramente paragonabile a un essere umano come invece verrà proclamato da tutti i giornalisti e i commentatori dopo il 14 febbraio. Io, in fondo, non ci vedo niente di male: non mi dispiace per nulla che gli uomini continuino ad essere gli unici esseri intelligenti a noi noti :-)