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Semtech 2010

È terminato da pochi giorni l'annuale SemTech (la Semantic Technology Conference, che quest'anno è stato promossa da San Jose a San Francisco) ed è un buon momento per fare un bilancio della manifestazione che, come in passato, è stato caratterizzata da un insieme di luci e di ombre.

L'aspetto sicuramente più positivo è stata la maggiore focalizzazione sugli aspetti di business piuttosto che su quelli puramente tecnologici. Rispetto alle edizioni precedenti, si è dunque parlato molto più di case studies, ROI, e necessità reali dei clienti invece che di ontologie e RDF: era una promessa degli organizzatori che è stata sostanzialmente mantenuta.
Ugualmente positiva è stata l'affluenza in termini di numero di partecipanti (+30%) e di mix degli stessi: la partecipazione di grandi aziende come Procter & Gamble, Lockeed Martin, CNN ecc. ha dato maggior concretezza e importanza all'evento, confermando il valore di business delle tecnologie semantiche. Inoltre, l'attenzione dei grandi nomi, da Facebook a Google, da Apple al New York Times, rafforza la visione di un futuro in cui web e applicazioni consumer saranno diverse e innovative, anche se la direzione da seguire non è così chiara come si vorrebbe.

L'aspetto sicuramente più negativo è stato quello già presente nelle edizioni precedenti e cioè un numero eccessivo di presentazioni e interventi in parallelo, senza un vero filo conduttore e senza un'idea unificante. Se da una parte questo modo di procedere dà un'idea dei tanti fronti aperti sulle tecnologie semantiche, dall'altra frammenta in modo eccessivo il quadro generale (che già non è molto chiaro alla maggior parte del pubblico che partecipa all'evento…).
Sembra quasi che si voglia sostituire la qualità (non eccelsa per la maggior parte degli interventi) con la quantità e questo non è mai un aspetto positivo. È mancato anche un vero catalizzatore, in grado di suscitare l'interesse dei non addetti ai lavori e di "sfondare" anche sugli organi di stampa generalisti: probabilmente non è colpa solo degli organizzatori ma a volte basta poco (ma fatto bene) per ottenere un interesse molto elevato.

Concludendo, direi che il Semtech sia la conferma che il 2010 è un anno in cui la semantica sta facendo dei buoni progressi a vari livelli ma che non è ancora "l'anno della semantica": per questo, confidiamo nel 2011 :-)