Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Speriamo nel futuro

Sto seguendo con interesse la discussione innescata dal convegno Telecom sulla conservazione dei contenuti digitali per gli storici del futuro: non ho avuto tempo di partecipare fisicamente ma gli articoli e i commenti scritti sul tema sono sicuramente stimolanti.

Considerando tutto, io non credo che gli storici del futuro avranno molti problemi ad avere accesso a tutto il materiale che vorranno per studiare il passato: il costo di memorizzazione cala continuamente, fare copie di backup è semplicissimo e anche i vecchi formati saranno comunque leggibili o convertiti, in un qualche momento del futuro.

Più complessa e delicata sarà invece la questione della cernita del materiale interessante ed utile. Anche se molti non saranno d'accordo con me, ritengo che almeno il 95% dei contenuti disponibili nel Web sia sostanzialmente irrilevante, con minimo o nullo valore storico (penso a Facebook, Twitter, blog e simili): questi contenuti, in valore assoluto, crescono a ritmi incredibili, coprendo le informazioni importanti con una quantità enorme di rumore di fondo. Si tratta sicuramente di un'ulteriore opportunità di applicazione della tecnologia semantica (anche perché chissà che livelli avrà raggiunto nel 2060, anno indicato dal convegno :-) ma è difficile prevedere oggi in che modo si svilupperanno le cose nei prossimi anni (visto che dobbiamo ancora capire se ci salveremo dalla depressione economica in modo tutto sommato accettabile oppure no).

Fra l'altro, non sono del tutto convinto che conservare tutte queste informazioni sia necessariamente una cosa positiva: a volte, è meglio dimenticare una parte del passato per costruire su nuove e migliori basi il futuro. L'uomo è quello che è grazie alla sua capacità di memorizzare e di imparare ma, allo stesso tempo, gli è indispensabile anche riuscire a dimenticare: come sottolineato da molti, infatti, gli esseri umani riescono a sopravvivere anche grazie alla capacità di dimenticare certi fatti che, se ricordati in modo completo, renderebbero la vita insopportabile.

Penso perciò che se anche una parte delle informazioni attualmente disponibili si perderà da qui al 2060, non sarà un grosso problema: se poi tutti (o quasi) i contenuti di Facebook e simili non verranno conservati, non credo proprio che molti piangeranno :-)