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Il prezzo giusto della semantica

Come in parte si poteva prevedere, la forte crisi in corso sta generando ulteriori possibilità per la tecnologia semantica: le grandi aziende hanno necessità di ridurre i costi (spesso attraverso difficili riduzioni di personale) ma devono farlo senza diminuire la qualità dei servizi che erogano. Se la qualità dovesse calare, i concorrenti sarebbero immediatamente pronti a rubare quote di mercato.

 

Il fatto che ci sia un maggiore interesse per le soluzioni semantiche, ad esempio per la categorizzazione automatica o l’estrazione delle informazioni (text mining), è ovviamente una cosa positiva (almeno per noi :-) ma c'è un aspetto che rende le cose comunque complicate, sempre in ragione della crisi. Le aziende, infatti, vogliono implementare soluzioni innovative ma hanno una capacità di spesa ridotta rispetto al passato, soprattutto per la parte di licenza del software: questo fatto porta spesso ad un circolo vizioso che è difficile interrompere in modo costruttivo.

 

Visto che l'investimento in tecnologie innovative, correttamente implementate, è spesso un valido aiuto al miglioramento dell'efficienza dell'azienda, è importante riflettere in modo lucido e un minimo distaccato sui pro e i contro di una soluzione efficace: un costo che in prima battuta sembra problematico (perché superiore al budget ipotizzato), può in realtà essere ammortizzato molto rapidamente grazie alla qualità di quanto realizzato (qualità non inficiata dalla necessità assoluta di ridurre il costo).

 

Affrontando il problema in questo modo, molto spesso è possibile trovare una buona soluzione che salvaguardi gli interessi di entrambe le parti (cliente e fornitore) e che garantisca un risultato adeguato alle aspettative: serve flessibilità da entrambe le parti ed è fondamentale l'esperienza del fornitore, perché consente di minimizzare i rischi di implementazione.

Se invece il budget è proprio minimo, spesso conviene non fare nulla perché sarebbero soldi

sprecati (i soldi non vanno mai buttati via, a maggior ragione se sono pochi. Anche se è vero che, in qualche caso, è possibile ridurre gli obiettivi finali, focalizzandosi solo sugli aspetti fondamentali, e ottenere ugualmente un buon risultato).

 

Prima o poi la crisi passerà e chi avrà saputo bene investire in tempi di magra, si troverà con buon vantaggio nei confronti di chi ha preferito non rischiare nulla.