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MITI e REALTÀ: delirio di onnipotenza?

Era un sacco di tempo che non avevo occasione di scrivere un bel post per stroncare uno di quegli articoli che sembrano nati per attirare più lettori possibili attraverso l’uso di improbabili scenari tecnologici futuristici, quasi magici ma, all’improvviso, è arrivata una dichiarazione di Google che ha generato moltissimi articoli (come ad esempio questoe posso finalmente rifarmi dell’attesa :-)

Qualche giorno fa, Franz Och di Google ha dichiarato che entro pochi anni sarà possibile esaudire il sogno di tutti coloro che vogliono o devono parlare con persone di lingua diversa, senza per questo dover imparare altre lingue. Per gli addetti ai lavori, si tratta di una sorta di Sacro Graal, perché un software di questo tipo rappresenterebbe la soluzione ad almeno due dei tre più grandi problemi legati al trattamento automatico del linguaggio (e cioè la comprensione del parlato e la traduzione automatica).

 

L’idea descritta da Google è quella di consentire alle persone di parlare al telefono con persone di altra lingua (magari usando un googlefonino :-)) e, magicamente, capirsi al volo grazie alla traduzione simultanea delle rispettive lingue madri. Come appena detto, un servizio di questo tipo sarebbe rivoluzionario e perciò non mi sono troppo stupito di averne sentito parlare ad ora di cena anche in un servizio di un paio di minuti del TG1 (forse Minzolini aveva un buco da riempire all’ultimo minuto :-). Visto che questo è il mio settore, credo di poter dare un parere informato e penso che le dichiarazioni di Och siano come minimo un po’ troppo ottimistiche: ammesso che la cosa sia veramente fattibile (e ne dubito, perlomeno per un’implementazione seria e non una “cosa che andicchia”), di anni ne serviranno molti più di pochi.

 

Per realizzare un servizio di traduzione simultanea vocale di questo tipo, veramente utilizzabile nella realtà di tutti i giorni, è necessario risolvere problemi molto complessi ed avanzare lo stato dell’arte in un modo che non si è mai visto negli ultimi 20 anni di ricerca su questi temi. Google si vanta di avere le menti più brillanti e un budget quasi illimitato, ma ritengo che questa volta si sia lasciato trascinare da una sorta di delirio da onnipotenza: purtroppo (o per fortuna?), in casi come questo, non bastano i soldi per raggiungere certi risultati.

 

Fra l’altro, è facilmente dimostrabile che quanto affermato da Och è ancora molto lontano dall’essere veramente possibile. Da un po’ di tempo, infatti, è a disposizione sul sito di Google un servizio di traduzione automatica che, rispetto a quanto descritto, parte da una situazione di grande vantaggio, dal momento che la traduzione riguarda solo testi scritti ed evita così  le ulteriori complicazioni legate alla comprensione del parlato. Il traduttore di Google, che si basa su tecnologia statistica, è probabilmente il migliore disponibile (è mediamente un po’ superiore ai migliori concorrenti) ma è comunque ben lontano dall’essere uno strumento in grado di tradurre testi di qualunque tipo e genere. Se la cava con articoli di tipo giornalistico su argomenti molto trattati: in questi casi, dà la possibilità di farsi un’idea di massima di quello di cui si parla nel testo. Basta però spostarsi su qualcosa di un po’ diverso che i risultati diventano imprevedibili: spezzoni ora completamente incomprensibili ora assolutamente divertenti ora (più o meno) accettabili.

 

Visto che chiunque può provare il servizio (e anzi, il mio invito a farlo è sempre aperto), mi stupisce che queste dichiarazioni non siano state accolte anche con critiche: forse Google è ritenuto da molti infallibile oppure, più semplicemente, è stata considerata come una “sparata” di marketing come se ne sentono tante (e questa, in fondo, è anche la mia interpretazione).

 

Concludo con un piccolo esempio di traduzioni automatica di Google; ecco il testo originale in inglese (l’inzio di un articolo sui Tablet computer):

For the past six months I've been sitting on the sidelines watching Tablet dominate the news cycle. From the Crunchpad to the JooJoo, from the Courier to the iSlate, from the Android Tablet to Windows 7 Starter Edition Tablets – it is almost dizzying to watch.

Engadget is covering Tablet like they've loved it from the beginning. The New York Times is declaring 2010 to be the year of Tablet. Gizmodo is giving Tablet more press than their usual love-affair with porn-filled flash drives. The other day, I think I even saw Mary Jo Foley trying to ink on her recently-acquired Kindle. Suddenly, Ta
blet is the cool kid everyone wants to hang around.

To see Tablet finally get its due is indeed a great thing to behold. People are finally catching up with what I have been saying all along: there is something intimate about curling up to a slate device while surfing the web, marking up a book, taking notes, consuming media, and catching up on that long-neglected novel. I've been covering tablet technology for the past six years and it seems like as every year came to a close, we hoped that the next year would indeed be the "Year of Tablet". That time has finally come.

 

Ed ecco la traduzione:

 

Per gli ultimi sei mesi sono stato seduto in disparte a guardare Tablet dominare il ciclo di notizie. Dal Crunchpad al JooJoo, dal Corriere al iSlate, dal Tablet Android a Windows 7 Starter Edition Tablets – è quasi vertiginosa a guardare.

Engadget sta coprendo Tablet come hanno amato fin dall'inizio. Il New York Times dichiara Il 2010 sarà l'anno del Tablet. Gizmodo sta dando più Tablet stampa che il loro amore al solito-relazione con la porno-riempita unità flash. L'altro giorno, penso che ho persino visto Mary Jo Foley, cercando di inchiostro per la sua recente acquisizione Kindle. Improvvisamente, è il Tablet tutti cool kid vuole appendere intorno.

Tablet di vedere finalmente la sua causa è davvero una grande cosa da vedere. Si sta finalmente recuperando con ciò che ho detto fin dall'inizio: c'è qualcosa di intimo curling fino a un dispositivo di ardesia, mentre la navigazione in rete, segnando un libro, prendere appunti, media di consumo, e recuperando quel romanzo lungo trascurati . Ho aspetti relativi alla tecnologia Tablet negli ultimi sei anni e sembra che come ogni anno giunse a una stretta, avevamo sperato che l'anno prossimo sarebbe davvero l ' "Anno del Tablet". Ora che è finalmente arrivato.

 

Una buona dimostrazione di come la traduzione automatica possa essere, se non utile, almeno molto divertente :-)