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Moriremo tutti googleiani?

Riprendo nel titolo il vecchio tormentone politico “moriremo tutti democristiani” per commentare i dati appena usciti sull’utilizzo in USA dei motori di ricerca (il mercato USA è sempre quello di riferimento).

 

Come si può leggere qui, la rincorsa di Bing sembra essere già terminata: non solo ha smesso di recuperare quote di mercato ma è addirittura calato un po’. Google, invece, a spese un po’ di tutti ha aggiunto un paio di punti percentuali alle proprie quote di mercato. Evidentemente, per scalfire l’egemonia di Google non è sufficiente rispondere un pochino meglio a qualche tipologia di ricerca e fornire risultati uguali (se non peggiori) per tutto il resto… serve fare molto di più e meglio.

 

Come scritto in passato, qualche idea interessante in Bing ci sarebbe anche, ma è evidente che spostare l’inerzia di chi è abituato ad usare un certo motore di ricerca è molto più difficile di quanto alcuni analisti sostengano. Google nel frattempo ha continuato a rendere disponibili piccoli ritocchi che, senza rivoluzionare il funzionamento delle ricerche, hanno contribuito a migliorare qua e là l’esperienza degli utenti e aumentando ancora di più l’inerzia.

 

Tornando al titolo per risponderne alla domanda, così come non si è morti tutti democristiani io non penso neanche che moriremo tutti googleiani (e mi sento di aggiungere che sicuramente non moriremo nemmeno tutti bingiani :-) perché prima o poi qualcosa cambierà le regole del gioco anche in questo mercato.