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Miopia

Se da una parte lavorare nel mercato nordamericano richiede molto lavoro e risorse, dall’altra rappresenta senza dubbio un impareggiabile osservatorio su idee, esigenze e sviluppi del mercato: il numero di opportunità e potenziali clienti rispetto all’Italia è più grande, perciò ogni informazione che si raccoglie nel lavoro di tutti i giorni è preziosa. Per la stessa ragione, però, è proprio nel mercato statunitense che appare molto evidente il “disastro” creato da dieci anni di propaganda “stile Autonomy” nel campo della categorizzazione automatica.

 

Infatti, l’utopia di riuscire a creare un sistema di categorizzazione in modo sostanzialmente automatico (sinonimo di poco lavoro) è ancora fortemente radicata nelle teste dei potenziali acquirenti ed è molto difficile convincerli del contrario. La cosa incredibile è che molti di loro sanno già che con questi sistemi si ottiene una categorizzazione mediocre o scadente, praticamente inutile a fini pratici, ma in una sorta di riflesso pavloviano guardano solo al contenimento dei costi e non all’utilità dei risultati. Sembra quasi che l’unico obiettivo sia quello di mostrare di avere fatto qualcosa (senza spendere troppo) anziché cercare di ottenere un risultato utile, in grado di fornire un vantaggio nella gestione della conoscenza da categorizzare (cosa quasi sempre possibile tenendo comunque sotto controllo il costo).

 

Penso che sia semplice capire che spendere poco per una cosa inutile non ha senso: in questi casi è meglio non fare nulla, così almeno i costi sono i minori possibili e cioè zero :-)

 

Per implementare un sistema di categorizzazione ben funzionante serve del lavoro per la scrittura e la messa a punto delle regole di categorizzazione, ma i risultati sono quasi sempre tali per cui i costi legati a queste attività si recuperano già nei primi mesi di utilizzo. (E sul falso mito dei costi legati all’implementazione dei software semantici ho scritto un post poco tempo fa.)

 

Nonostante ciò, quasi ogni settimana riceviamo una richiesta di informazioni per la possibile implementazione di un sistema di categorizzazione in cui il potenziale cliente sottolinea il forte orientamento verso un sistema il più possibile automatico e in grado di funzionare bene senza una particolare messa a punto…

 

There’s no such thing as a free lunch dicono gli americani: speriamo dunque che, fallimento dopo fallimento tutti possano capire che “i pasti gratis non esistono” nemmeno nel caso della categorizzazione automatica (e che quando esistono, sono così cattivi da risultare immangiabili :-)