Successivo » « Precedente

SemanticaMente anche in azienda

Un piccolo bignami sullo stato della ricerca enterprise, preso da un articolo che ho scritto di recente per nòva: cose in parte già trattate in passato ma repetita juvant :-)

 

Quando si fa una ricerca in Internet, si sa sempre che motore di ricerca si sta usando (Yahoo!, Bing, Google sono i più diffusi) mentre non è sempre così quando si ha la necessità di recuperare informazioni necessarie al proprio lavoro. In quest’ultimo caso, infatti, di solito non si sa che sistema si sta usando, ci si limita a scrivere le proprie query nella casella di ricerca che si ha a disposizione e… si spera di ottenere il risultato desiderato.

 

La cosa strana è che la ricerca di informazioni è un’attività chiave per ogni azienda, eppure in quest’ambito manca il consueto presidio delle grosse multinazionali del software: il produttore con più installazioni a supporto delle ricerche aziendali è praticamente sconosciuto ai non addetti ai lavori (Autonomy) mentre realtà come Oracle e IBM hanno un ruolo marginale e anche Microsoft (che ha dovuto comprare la società norvegese Fast per cercare di crescere in questo settore) e persino Google (che ha una buona quota di mercato grazie al brand, ma un prodotto che non dà risultati migliori della concorrenza) non sembrano avere le carte giuste per sfondare. Se a questo aggiungiamo che la valutazione degli utenti sulla qualità dei risultati e sul tempo necessario a trovare quanto desiderato è piuttosto negativa (e vale per tutti i fornitori principali), abbiamo la fotografia completa di una situazione in cui è obbligatorio cambiare qualcosa se si vuole che la ricerca enterprise non rimanga il ventre molle dell’efficienza aziendale.

 

La tecnologia più promettente è quella semantica che, anche se non è ancora arrivata al suo massimo potenziale, già adesso consente di “capire” molto meglio il contenuto e di individuare i concetti e le relazioni più importanti. È necessario inoltre prendere atto che non è possibile avere soluzioni completamente automatiche che magicamente capiscono come configurarsi (obiettivo utopico) ma occorre adattare il motore al tipo di conoscenza e al linguaggio utilizzati nell’azienda: procedendo nel modo giusto, è un lavoro non troppo complesso ma di valore elevatissimo.

 

Il cambiamento dovrà essere nella tecnologia di analisi del contenuto dei documenti aziendali (nei diversi tipi e forme). Tutti i motori di ricerca citati sopra si basano ancora sulla vecchia tecnologia a keyword (rafforzata nel corso degli anni da elementi statistici), che ha sì il vantaggio di essere ormai consolidata e facilmente adattabile alle diverse lingue, ma soprattutto il grosso limite di non capire in nessun modo la lingua e, di conseguenza, il contenuto reale dei testi.

 

Diverse aziende, come la mia, propongono già soluzioni di ricerca sulla falsariga di quanto descritto (come tecnologia e metodologia) e i risultati sono interessanti: probabilmente è solo questione di tempo perché anche i grossi nomi si muovano nella stessa direzione.

 

Commenti

Bingle è un sito che reindirizza la nostra ricerca sui due motori e ci divide la pagina in due parti, a sinistra il nuovo Bing e a destra il vecchio Google, può essere utile per svariati motivi poter avere più risultati da più motori di ricerca e questo strumento si rivela parecchio utile.

http://www.bingle.it

Scrivi un commento