I motori di ricerca per Internet ne hanno fatta di strada in questi anni, dai primi successi di Altavista e Lycos fino allo strapotere (giustificato dai risultati migliori di tutti gli altri) di Google. Negli ultimi due o tre anni, però, Google stesso ha raggiunto una sorta di plateau dove le innovazioni che fanno la differenza sono sempre meno e la concorrenza (Bing in particolare) si avvicina molto più rapidamente che in passato.
La tecnologia a keyword (integrata da una serie di elementi statistici come il famoso PageRank) ha avuto l’enorme vantaggio di essere semplice, facilmente applicabile a tante lingue e molto veloce, cioè tutte caratteristiche fondamentali nei primi anni del Web (dove investimenti e potenze di calcolo erano molto più ridotti) ma che ora non sono più così importanti. Applicata al Web, la tecnologia a keyword ha anche sfruttato il lavoro assolutamente gratuito e volontario di centinaia di milioni di persone che ogni giorno, facendo delle ricerche e cliccando su uno o più risultati, forniscono ai produttori una quantità enorme di informazioni di inestimabile valore per ordinare i risultati delle ricerche in modo ottimale (in un certo senso, questo volontariato è il prezzo che gli utenti pagano per usare servizi che sono gratuiti: invece di soldi, lavoro).
Nonostante tutto ciò, è ormai tempo che questa tecnologia sia affiancata da qualcosa di nuovo: non bisogna assolutamente buttare via quanto fatto (in molti casi, i risultati delle ricerche sono già adesso molto buoni) ma aggiungere tecnologie in grado di migliorare i risultati delle ricerche attualmente problematiche e di rendere più semplice trovare le informazioni desiderate anche alle persone che non sanno come comporre una ricerca ottimizzata, ma che sanno benissimo come chiedere la stessa cosa a una persona.
Occorre non avere paura di sporcarsi le mani e buttarsi nel cuore della lingua e della cultura di ogni paese: fino ad ora, si è preferito un approccio molto “asettico” che non entrava nel merito ma lavorava a livello simbolico. Per comprendere il significato, invece, bisogna scendere al livello sottostante, capire che un testo è un insieme di frasi, concetti, attributi e relazioni che vanno analizzate nel loro insieme (anche culturale) per riuscire a cogliere tutti gli aspetti importanti del contenuto e rispondere in maniera puntuale alle ricerche degli utenti.
Servono investimenti significativi (ogni lingua è complessa di per sé e diversa dalle altre ed è spesso inscindibile dalla cultura di un paese), più lavoro manuale e meno automatico e più potenza di calcolo rispetto ad ora. Questi aspetti accelereranno ancora di più la polarizzazione già in corso, che porterà ad avere sostanzialmente solo due player nel mercato dei motori di ricerca per Internet, cioè Google e Yahoo!
Realtà più piccole, esistenti da tempo o start-up, potranno dare il loro importante contributo per aspetti tecnologici innovativi o su contesti verticali, ma molto difficilmente potranno competere su larga scala con questi due giganti. La semantica è una tecnologia ancora giovane e con molti spazi di crescita, nessuno però si aspetti miracoli o rivoluzioni in tempi brevi: il sentiero da seguire è lungo e tortuoso ma la ricompensa in fondo alla strada è potenzialmente molto grande.
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Commenti
Mauro 23/ott/2009 22:06:07
nullpointer 24/ott/2009 09:21:36
nullpointer 24/ott/2009 09:23:12
Mauro 25/ott/2009 10:35:00
Aliaksandr Autayeu 25/ott/2009 10:45:27
Mauro 25/ott/2009 13:48:48
Aliaksandr Autayeu 25/ott/2009 21:50:07
Marco Varone 27/ott/2009 09:16:40
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