MITI e REALTÀ: i 5 passi nello sviluppo di un motore di ricerca semantico aziendale
I primi due passi necessari per implementare in azienda un motore di ricerca semantico (tipicamente fruibile via intranet) si svolgono in parallelo. Consistono nella valutazione del tipo di conoscenza da gestire e nella valutazione del modo secondo cui questa conoscenza verrà ricercata.
Per fare esempi concreti, possiamo prendere in considerazione due esigenze molto diverse:
- rendere recuperabili le informazioni all'interno di un manuale d’uso, ad esempio di un'auto;
- rendere fruibili le informazioni nel sito di una televisione (pur essendo ricercabili sul Web, sono comunque contenuti aziendali).
Quasi sempre le ricerche sulla manualistica saranno puntuali, molto precise (“come faccio a sostituire la lampadina del fanale posteriore?”) mentre quelle nella TV saranno in maggioranza generiche, probabilmente incentrate su nomi di personaggi, programmi o macro-argomenti (“Flavio Insinna”, “Matrix”, ecc. per cui anche una ricerca a keyword spesso può dare buoni risultati).
Il secondo passo consiste nell’analisi approfondita della conoscenza da gestire.
Con una tecnologia semantica, i concetti e le espressioni non noti possono essere facilmente individuati e inseriti all'interno della conoscenza del sistema.
Una parte di questo lavoro può essere fatta direttamente da chi implementa il motore di ricerca ma normalmente è sempre necessaria la collaborazione fra l’azienda-cliente e il fornitore: solo così, infatti, si possono fornire al sistema tutti gli elementi che servono per continuare a garantire un’analisi dei contenuti corretta ed efficiente.
Il terzo passo è la messa a punto del motore di ricerca. Consiste nel fare ricerche, cioè in pratica nel provare il motore e individuare rapidamente eventuali punti deboli che richiedono un intervento specifico.
Le ambiguità di significato delle parole, la specificità dei contenuti, l’uso di metafore non così comuni, ecc. possono creare dei problemi, per fortuna quasi sempre risolvibili in modo soddisfacente. Infatti, una delle prerogative più interessanti della tecnologia semantica è che la rete dei significati può essere arricchita di nuovi contenuti e di conseguenza possono aumentare anche i vari possibili legami fra le parole: con una piccola quantità di lavoro manuale (lasciando da parte il sogno di fare sempre e tutto in automatico), il motore può essere istruito in modo che “comprenda” bene e garantisca sempre un alto livello di precisione, correttezza e attendibilità.
Infine, c’è il rilascio all’azienda di una versione beta, cioè una versione di prova su cui si può iniziare a lavorare. Dopo alcuni giorni o settimane di test, i dati raccolti attraverso l’osservazione delle ricerche sottoposte al motore vengono analizzati in modo che si possano sistemare le ultime cose strettamente legate all'uso vero del motore visto che, piuttosto spesso, nell'utilizzo reale compaiono aspetti non ipotizzati in fase di analisi e primo test.

Sempre sui motori di ricerca (non aziendali, questi): http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/ricerca-multimediale/ricerca-multimediale/ricerca-multimediale.html
Questa volta non commento... :-)
Scritto da: Mauro | 29/04/08 a 10:48