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Divagazioni

Per una volta abbandono i miei soliti argomenti per parlare dei social network e del loro "incredibile" successo (e questo vale in modo molto simile per i blog).

Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli articoli (ad esempio come questo) che riportano che la crescita fenomenale di utenti e accessi a siti come MySpace o Facebook è in stallo (se non addirittura invertita) e che, in aggiunta, monetizzare la pubblicità su questi siti è molto più difficile che in altre proprietà Web (si dice che Google ci stia rimettendo dei soldi nell’accordo in esclusiva con MySpace).

Per chi bazzica Internet da prima dello scoppio della bolla, questi dati non sorprendono per nulla: si tratta della ripetizione di quanto successo alla fine degli anni ’90, semplicemente con un pubblico molto più ampio e tecnologie più evolute (perciò con una montatura pubblicitaria anche maggiore di prima).

Come allora, sembrava che il successo di questi elementi del Web 2.0 fosse inarrestabile e in grado di stravolgere il mondo; come allora, le leggi delle fisica continuano a valere e la crescita prima o poi si arresta o comunque rientra nella norma; come allora, un fenomeno di moda rientra nelle proprie dimensioni fisiologiche non appena la moda passa.

Questo non significa che questi siti scompariranno o che nessuno scriverà più blog ma che, come per tutte le cose, troveranno una propria dimensione reale e sostenibile, alimentati da coloro che sono veramente motivati a condividere parte della propria esperienze e dagli utenti interessati a questo tipo di contenuti: speriamo almeno che questo porti a ridurre i soldi investiti nell’ennesimo sito di social networking e faccia aumentare le risorse investite nello sviluppo di tecnologie e servizi veramente innovativi ed utili a tutti.