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A volte ritornano…

Pensavo che avessimo superato da molto tempo l’idea di un’Intelligenza Artificiale così intelligente da sfuggire a qualsiasi controllo e di macchine tanto evolute da non sentirsi più solo macchine (ma, anzi, da non desiderare altro che la sottomissione dell’umanità).

Mi sbagliavo invece: su Nova di qualche tempo fa ho letto “L’esplosione delle macchine con troppa intelligenza” e in evidenza c’era questo paragrafo:

"L’uomo sta iniziando a produrre tecnologie che non riesce a capire. Ma deve fare attenzione a non inimicarsele."

Pare che al massimo fra 25 anni sapremo davvero di che cosa saranno capaci le intelligenze artificiali che produciamo oggi e addirittura c’è chi ha annunciato l’imminente lancio sul mercato di un prodotto che nel giro di 5 anni ci eguaglierà in fatto di intelligenza.

Anche se sono passati più di 50 anni dalle prime visioni catastrofiche legate alla nascita dell’Artificial Intelligence, evidentemente "tira" ancora parlare  dell’oscura minaccia della tecnologia amica/nemica…

Mi stupisce sempre il grande interesse che si crea nei confronti di progetti irrealizzabili che fanno perdere di vista i problemi reali e mi sfugge la ragione per cui si mostra tanto interesse per la ricerca di un’intelligenza uguale alla nostra piuttosto che per la realizzazione di strumenti furbi, davvero utili e in grado di affiancarci nelle nostre attività.

Alla fine, sono solo manovre pubblicitarie ma mi dispiace leggere cose che creano confusione e perplessità tra le tante persone che sono esperte del settore e che non hanno le conoscenze per farsi un’opinione ponderata.