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L’affare Microsoft-Fast (affare per chi?)

Come molti avranno letto in giro (meritevole di nota questo post, in inglese), Microsoft ha fatto un’offerta di acquisto per FAST, la seconda azienda come fatturato (la prima è Autonomy) nel campo dei motori di ricerca tradizionali (basati su keyword) per il mondo aziendale (enterprise search): visto il prezzo stratosferico offerto, non penso proprio che da parte di FAST ci potranno essere problemi e credo che l’operazione si chiuderà nel giro di qualche mese.

Molto è già stato scritto in merito a questo avvenimento ma ci sono due o tre cose che, secondo me, non sono state evidenziate a sufficienza:

  • il prezzo pagato è assolutamente eccessivo: dimostra che Microsoft ha un’enorme paura che Google riesca a sfondare nel campo dell’enterprise search (Google in USA è ben messo ma nel resto del mondo non così tanto) e questo la porta a pagare cifre troppo alte (fino a due anni fa, Microsoft avrebbe comprato a non più di 3-400 milioni di dollari e pagando in azioni e non in contanti);
  • molti hanno scritto che MS è interessata ai clienti di FAST: forse sì ma li ha pagati sicuramente troppo e poi sono sicuramente tutti già clienti di Microsoft trattandosi di aziende medie e grandi (in pratica, ha pagato per comprare clienti che ha già…);
  • la tecnologia di Fast non è particolarmente evoluta o innovativa (del
    tutto simile a quella di concorrenti come Autonomy o Google): con 1,2 miliardi di dollari, MS poteva sviluppare una tecnologia molto superiore oppure, ancora meglio, comprare qualche piccola azienda dinamica e innovativa del settore e fornirla/e di adeguati fondi per velocizzare lo sviluppo di soluzioni migliori;
  • l’integrazione di un gruppo di svi
    luppo (sicuramente di valore) con base in Norvegia con quello basato a Redmond non la vedo proprio banale così come inserire i prodotti attuali di FAST nell’offerta di Microsoft (sia che si fondano con MS SharePoint sia che restino separati).

Mi sembra perciò che si tratti di un’operazione su cui sospendere il giudizio perché le incognite sono molte: per avere un giusto ritorno sull’enorme investimento, Microsoft dovrà azzeccare tutte le mosse ed avere anche quel po’ di fortuna che in questi casi è indispensabile.