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Alla ricerca delle persone

Ormai la nascita di un nuovo motore di ricerca non fa più notizia.
In molti, probabilmente tentati dal successo e dall’enorme quantità di soldi generati da Google, hanno deciso di buttarsi, anche solo per raccogliere qualche briciola della torta (comunque si tratterebbe di una cifra considerevole) o con la speranza di essere notati da qualcuno di grosso pronto a comprare.

Come ho già detto più volte, da un punto di vista tecnico è però normale tutto questo fermento: le tecnologie alla base degli attuali motori di ricerca non migliorano e non c’è da meravigliarsi se si tentano altre strade perché la svolta è necessaria. Quello che piuttosto mi stupisce è lo sviluppo incredibile dei motori specializzati nella ricerca delle persone perché sembra inarrestabile. I numeri offrono una chiara spiegazione del fenomeno perché si parla da tempo di una percentuale piuttosto alta che spetterebbe alla ricerca delle persone rispetto al resto (il 30% del totale delle ricerche sia in Google sia in Yahoo!).

A parte Spock, che ho già citato, ci sono altri esempi:

  • per chi preferisce “il modo più intelligente per ritrovare le persone”… c’è PeekYou (è richiesta la registrazione);
  • ZoomInfo si vanta di contenere più di 36 milioni di persone (e circa 4 milioni di aziende)
  • Wink, che consente di attivare una ricerca per nome, luogo, tipo di scuola, lavoro e anche interessi, basa i propri risultati sulla ricerca dei profili presenti in MySpace, LinkedIn, Live Spaces, Bebo e forse qualche altra risorsa del genere;
  • Welcome to the Deep Web è il benvenuto di Pipl, che promette di fare miracoli per il deep o invisible web, cioè i contenuti che non si riescono a trovare con i classici motori di ricerca (perché le pagine non vengono indicizzate);
  • LinkedIn è il principale networking legato al business che consente di inserire un proprio profilo e iniziare a cercare contatti utili nel proprio lavoro e anche a condividere la propria lista di contatti con altri. Ci sono anche Visible Path, ExecRelate di Lexis Nexis e la Leadership Network di Leadership Directories (si tratta di business networking con il top management).

Commenti

aggiungi anche http://www.naymz.com

Grazie.

un'altro esempio del fatto che cercare sul web sia difficile.

ne approfitto per riportarti un link che credo possa divertirti, sulla 'stanchezza della ricerca in rete' ovvero la 'search engine fatigue': http://searchengineland.com/071023-093541.php

r.

Post molto interessante.
In che misura pensi che il "Long Tail" riguardi i motori di ricerca? In generale rispetto a tutti i tipi di motori di nicchia, non solo a questi che citi sulle persone.
(il long tail li riguarda???)

"Ormai la nascita di un nuovo motore di ricerca non fa più notizia."

E' vero, fanno più notizia articoli un po' strambi come questo:
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/google-7/google-7.html

Grazie, Mauro, per la segnalazione (penso che sfrutterò subito l'articolo per un approfondimento...)

Roberto,
ho letto la notizia sul report che hai indicato e penso che anche questo tema meriti un ulteriore approfondimento.
Grazie.

Attendo di leggere l'approfondimento, allora ;-)

Per quanto attiene il topic del thread, segnalo il progetto FOAF (http://www.foaf-project.org/) che si basa su RDF.

Nel post precedente la parentesi di chiusura è entrata a far parte del link. Lo riscrivo e ne aggiungo un altro che avevo dimenticato:

- http://www.foaf-project.org/
- http://gmpg.org/xfn/

Ciao Corrado.

Eccome se li riguarda: i motori di ricerca riescono a guadagnare un sacco di soldi proprio perché monetizzare la "long tail" non richiede costi aggiuntivi rispetto a quanto necessario per il resto: di conseguenza, molti motori verticali possono vivere (e, in futuro, prosperare) proprio perché Internet rende monetizzabile la parte lunga della coda.

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