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“Inventors turn ideas into reality. Innovators turn problems into solutions.”

Volevo andare a Trento per l’Italian Architecture Summit, ma alla fine non sono riuscito per altri impegni.

Ho saputo da amici e colleghi che è stato tutto interessante e ho anche visto che Gianluca Salvatori ha già citato l’evento in questo post.

Per compensare la mancata trasferta, ho cercato l’intervento di apertura di Eric Reiss (il titolo che ho scelto è una sua frase) e ho trovato una sorta di riassunto del suo intervento.

Non mi sembrano del tutto condivisibili i punti (o leggi) di cui Reiss ha parlato a proposito d’innovazione ma bisogna anche considerare che lui si riferiva anche a casi specifici (almeno questa è l’idea che mi sono fatto leggendo quello che hanno scritto altri), cioè a problemi tipici solo dell’architettura delle informazioni.

In linea di massima mi pare che la posizione sia in generale più che condivisibile: innovare è sempre fare qualcosa di utile (di “furbo” ;-)) e la soluzione di un problema deve essere il punto, l’unico, e sia di partenza sia di arrivo.

Commenti

Ciao Marco, a differenza di quanto hai indicato Eric invece parlava proprio di innovazione a 360 gradi, chiaramente dal punto di vista umano/sociale e non economico o tecnologico. In ogni caso forse si comprende meglio il suo intervento riguardandosi le slide di Eric che sono disponibili sul sito dell'IAsummit.

In dettaglio quali erano i punti non condivisibili secondo te?

Per esempio la legge secondo la quale quando un’innovazione non risolve un problema ne crea un altro. Non è vero, ma rimane il problema (e non è una cosa da poco). Un'altra legge riguardava la pianificazione che si pone alla base della soluzione al problema (non dell'innovazione); per questo talvolta le soluzioni hanno conseguenze impreviste (sono d'accordo spesso succede proprio così).

Grazie per la segnalazione sulla disponibilità delle slide che spero di riuscire a guardare presto.

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