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Una nuova, vecchia sfida

Avevo letto all’epoca questo post di Antonio Dini e prima ancora un’intervista rilasciata dall’autore del libro): "The cult of amateur" il cui argomento coincide con il sottotitolo "How today internet is killing our culture" e volevo leggere il libro e poi esprimere qualche commento.

Visto che il tempo per leggere manca sempre, ho pensato di evidenziare lo stesso un aspetto interessante e cioè che anche la ricerca sul Web è impattata in modo negativo da questo fenomeno, come se non bastassero i numerosi problemi di cui ho scritto più volte in passato :-)

Tutti i motori di ricerca, infatti, si basano sull’evoluzione dell’idea iniziale di Google e cioè sul considerare più importanti quelle pagine che sono molto linkate da altre pagine:  se i contenuti di qualità vengono sommersi da un’infinità di contenuti scritti da dilettanti, il valore di questi link incrociati si diluisce e disperde in molti più rivoli (è molto difficile per le persone sapere fino a che punto l’informazione appena letta sia veritiera e completa).

Se il trend continuerà in questa direzione, assisteremo ad un risultato paradossale: il proliferare di informazioni di dubbio valore renderà meno trovabili le informazioni di qualità che, mai come ora, sono facilmente disponibili per tutti il più delle volte a costo zero (non si tratta ovviamente di un fenomeno nuovo, gli economisti sanno da secoli che la moneta cattiva tende a scacciare la moneta buona): magari da questo risultato nascerà un’ulteriore opportunità per la tecnologia semantica applicata alla ricerca.