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Information is Surprises

Mentre facevo un po’ di zapping su Internet, mi è capitato sott’occhio un riferimento a quanto, tanto tempo fa, Roger Schank diceva sulla rappresentazione della conoscenza: in particolare, un approfondimento che s’intitola "Information is Surprises" accompagnato anche dai commenti di altri pionieri dell’Artificial Intelligence.

Nel 1968-69 Schank pensa a una tecnologia capace di elaborare le frasi disambiguandone i concetti attraverso la rappresentazione del significato e parla di Conceptual Dependency (o Rappresentazione dei Concetti nella mente): una teoria interessantissima ma non completamente compiuta che, nonostante i limiti (di cui tratterò, anche se adesso che è tutto disponibile in Internet è più facile studiare le cose e trarre in autonomia le proprie conclusioni), rimane fondamentale per questa intuizione: un’unica rappresentazione per ogni singolo/unico concetto.

Vale a dire: (tentare di) ricondurre a una corrispondenza univoca parole diverse che hanno lo stesso significato, espressioni diverse che indicano la stessa cosa, frasi/interi periodi diversi che esprimono lo stesso concetto.
Questo naturalmente significa anche riuscire a individuare sempre in base al contesto il corretto significato dei termini e delle espressioni che possono avere più significati (disambiguazione).

Schank in particolare insiste sulla necessità di una base di conoscenza capace di analizzare le parole attraverso una serie di passaggi per confermare o al contrario confutare le attese.

Tra gli esempi a cui ricorre per mostrare il funzionamento del parser, usa questa frase molto semplice analizzandone ogni parte del discorso:

“The big man steals the red book from the girl”

(Conceptual Parser for Natural Language, l’analisi della frase inizia nella quarta pagina del pdf.)

Parlare di semplicità è sempre relativo e ricordiamoci che stiamo parlando di una forma di comprensione automatica: far capire al computer è un’operazione tutt’altro che banale.

Vale la pena sottolineare questo aspetto e non dimenticare che il nostro modo di pensare è solo nostro.