Bing
Microsoft ha reso disponibile da un po’ di settimane “Bing”, il nuovo motore di ricerca per Internet il cui lancio ufficiale è stato preceduto da un battage pubblicitario molto inferiore al previsto (anche Microsoft ha imparato da Google che conviene fare prima un rilascio soft e poi, dopo qualche mese di messa a punto, una vera e propria campagna pubblicitaria). Tralasciando qualsiasi considerazione sul nome (che non mi sembra il migliore possibile), stando a quello che si legge dovrebbe trattarsi di un motore di ricerca per Internet basato su nuovi approcci e algoritmi.
Ho fatto alcune prove di funzionamento per capire miglioramenti e novità, ma dopo circa due minuti ho rischiato di interrompermi: per riuscire a sperimentare le nuove caratteristiche annunciate per Bing, occorre prima di tutto indicare gli Stati Uniti come paese di provenienza (cioè non basta cercare in modalità “cerca tutto”, chiedere di estendere la query a tutto il Web). Di conseguenza, è necessario conoscere l’inglese e, naturalmente, fare ricerche relative al mondo americano (probabilmente, se questi primi mesi saranno positivi, Microsoft espanderà progressivamente queste funzioni ad altre lingue, altri mercati). Comunque, risolti i problemi di inglese e provenienza, ho fatto le solite prove e devo dire che la cosa migliore da fare è sospendere il giudizio: ci sono elmenti interessanti ma serve che il sistema sia usato per qualche mese dagli utenti in modo da consentire a Microsoft di migliorare molte cose.
Mi sento però già di dire che non vedo nessuna funzione rivoluzionaria o semantica: sicuramente, la focalizzazione su determinati contesti (acquisti, viaggi, salute e commercio locale) è sensata e può garantire risultati migliori a parità di investimenti (non a caso, sostengo questo da diversi anni) ma il tutto pare sostanzialmente un’evoluzione di quanto già realizzato in passato. Va detto che per la prima volta, sembra che le acque si stiano muovendo attorno a Google grazie all’arrivo di Bing (e questo è positivo) ma vedremo solo nei prossimi mesi se la cosa avrà un vera ricaduta concreta e duratura.



